“Manocchi”, e non “manoppi”, è il termine corretto

L’approssimarsi della ricorrenza della tradizionale festa in onore della Madonna del Suffragio di cui si conserva nella chiesa di S.Cipriano e Giustina a Colonnella un’antica scultura in legno dorato sulla quale molto, e non sempre correttamente, è stato scritto ci consente di riflettere sull’origine del nome di questa festa.

La sua denominazione dialettale è “Festa de li manucchiə” che molti italianizzano impropriamente in “Festa dei manoppi”. Il termine MANOCCHIO o MANNOCCHIO (cfr. dizionari della Lingua Italiana Zingarelli, Sabatini-Coletti, Garzanti) deriva infatti dal latino tardo MANÛCULU(M), per il classico MANÛPULU(M), dall’unione di due termini: MÂNUS (mano) e PLERE (riempire), da cui la parola MANIPOLO, intesa come manciata, fascio di spighe o d’erba che riempie una mano. Molte parole italiane, come si sa, derivano dalla lingua latina, ma non sempre dal latino classico, quello parlato dalle classi colte bensì dal latino volgare parlato nelle vie di Roma o nelle campagne che continua ad essere usato anche dopo la caduta dell’Impero Romano. E’ proprio questo il caso del termine di cui si sta trattando, MANOCCHIO, dunque e non MANOPPIO, inesistente nella lingua italiana. Esiste anche la variante femminile MANNOCCHIA, sempre col significato di fascio di ramoscelli di lentisco, di sarmenti legati con vimini per fare piccoli argini e rinforzi. In Toscana è più diffuso il termine MANNA (plurale MANNE) dal latino tardo MÂNUA(M), fastello d’erba o di spighe che sta in una mano. Il termine COVONE, infine, fascio di spighe e di cereali legati insieme, ha un etimo incerto, ma quasi certamente derivato dal latino CÔVUS, variante arcaica di CÂVUS, ”cavo”; propriamente che sta nel cavo di una mano, quindi in qualche modo si ricollega a quello del sinonimo MANOCCHIO.

Si è sin qui parlato di mazzi di spighe perché il momento del raccolto è il più importante nell’economia di ogni civiltà contadina, un tempo, come oggi. Per tale ragione era usanza già presso gli antichi Romani festeggiare e ringraziare Cerere, la divinità protettrice delle messi per il buon raccolto ottenuto. Come per altre festività di origine pagana che la tradizione cristiana ha fatto proprie, la Festa  dei Manocchi è diventata la festa di ringraziamento alla Vergine Maria del Suffragio e viene celebrata nella seconda domenica di luglio, a mietitura conclusa, con offerta alla Madonna di manocchi di grano con i quali, anticamente, si costruivano le “carrate”. Essa era ed è “LA FESTA” per antonomasia, tanto che spesso così, semplicemente, viene definita, senza altra specificazione ed è talmente radicata nel cuore della gente che molti colonnellesi pur emigrati lontano, se possono, quel giorno ritornano nel loro paese per rinsaldare un legame che né la distanza, né il tempo hanno reciso. 

Errica de Fulgentiis Taraschi

© Riproduzione riservata

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